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Immagine di Chiese


Chiesa di S. Nicola

I primi documenti risalgono al 1310. Era la chiesa castellana diretta da un Prevosto e da otto Canonici. Nel 1703 la chiesa fu quasi completamente distrutta dal terremoto e la parrocchialità fu temporaneamente trasferita alla chiesa della Madonna del Carmine. Dalla comunità e dal popolo fu deciso di restaurarla. La sua struttura presenta una grande e unica navata, dal pavimento in cotto, dal tetto rustico in legno. Ha un'unica porta, delle campane di grande peso, e un unico altare. Alcuni frammenti scultorei provenienti dalla costruzione originale sono conservati nel chiostro della chiesa di S. Francesco. Fra le tele degli altari, due vengono segnalate dalla pregevole scuola romana per le strette relazioni del territorio con la capitale: - Tela della decollazione di Giovanni Battista con S. Antonio di Padova, S. Isidoro e la Maddalena (cm. 277X152) attribuita a Giuseppe Ghezzi. - Annunciazione (cm. 297x200) attribuita ad Agostino Masucci del 1723.


Chiesa di S. Francesco

Edificio del sec. XIV rimaneggiato nel 400 e restaurato radicalmente dopo il terremoto del 1703. La chiesa trecentesca doveva essere di proporzioni più slanciate dell'attuale: il pavimento fu rialzato forse nel sec. XV, riducendo di un terzo l' altezza della chiesa alla quale si accedeva dalla porta ogivale sul lato destro. In effetti il pavimento taglia l'affresco con la crocifissione sulla parete sinistra, ulteriormente mutilato dall'apertura di una porta che immette nell'ordine superiore del chiostro. La facciata danneggiata dai terremoti nella parte superiore, è ornata da un portale ogivale con rilievi di vivace sapore naturalistico tra i girali degli archi (animali, figure umane e angeli). Sul fianco destro i possenti contrafforti con finali scolpiti conferiscono all'edificio un carattere di luogo fortificato, accentuato anche dalla sua giacitura e dalla vicinanza alla porta del castello, lungo le mura. Interno a due navate divise da pilastri in pietra; la maggiore è decorata da un soffitto ligneo dipinto di Giuseppe Frigerio da Norcia (1760); la minore è coperta con volte a crociera e costoloni. Della decorazione murale restano numerosi affreschi, danneggiati e restaurati. Dalla porta che taglia l'affresco con la Crocifissione si accede al chiostro, un tempo coperto da volte (rimangono i punti d'imposta ) e ora da una tettoia a spiovente unico; lunette con storie di S. Francesco, affreschi del sec. XVIII e frammenti epigrafici e scultorei di varia epoca murati sulle pareti. Nella chiesa inferiore, alterata da interventi successivi, il vecchio coro conserva vivaci affreschi in genere di soggetto francescano che, nonostante le pesanti ridipinture, costituiscono un'interessante testimonianza della pittura umbro meridionale al principio del sec. XV. Nell'ambiente, oggi adibito a teatro, nella parete destra sono state riportate alla luce alcune eleganti nicchie che testimoniano il non comune aspetto della chiesa inferiore. Nella sacrestia è ospitata una piccola ma notevole raccolta di arte sacra che include una Madonna con Bambino, scultura lignea del sec. XIII.

Chiesa di S. Giovanni

E' dedicata ai due Giovanni Battista ed Evangelista. Sorge presso la porta del borgo, detta "porta di S. Giovanni". E' di grande struttura. Il tetto è sorretto da due archi; ha la torre campanaria e nella chiesa si entra da due porte. Una tela rappresenta i santi titolari. V'è un'antica grata di legno. In origine vi era annesso il monastero di S. Giovanni di cui si trovano ricordi nelle case attigue. Fu poi istituita in beneficio semplice e successivamente concessa al capitolo della Cattedrale di Spoleto che dai beni affidati riscuote 10 scudi annui. Successivamente fu ceduta alla Confraternita della Misericordia o della Morte, la quale si serve delle stanze attigue come oratorio. Per questo motivo sorsero e ancora permangono alcune divergenze tra il capitolo della cattedrale e la detta confraternita che si dovranno esaminare seriamente.

Chiesa della S. Croce

E' una chiesetta esistente fuori porta a un quarto di miglio. Ha la rendita di 15 scudi annui da un censo per adempire l'onere di alcune Messe. Fu edificata a ricordo della missione di P. Serafino da Castel S. Angelo del 1652 da D. Luca Piersanti Vicario Foraneo.

Madonna della Quercia

E' situata sotto il monastero di S. Caterina. E' cosi chiamata da una grande quercia sortavi da un bastione infisso sul terreno di S. Gilberto o Liberato. Ha un unico altare con immagine della Madonna insigne per molte grazie. La chiude un'antica grata lignea. La chiesa è di iuspatronato della comunità dalla quale però è stata lasciata in abbandono. La provvede alquanto per la sua devozione Ludovico Moriconi



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